I Dispiaceri del vero poliziotto

Quest'anno 2012 inizia con la pubblicazione di I Dispiacere del vero poliziotto (Adelphi), l'ultimo romanzo inedito da Roberto Bolaño, dopo un anno della pubblicazione in spagnolo (Anagrama).

Risulterebbe proprio strano pensare che un autore fosse capace di pubblicare tante opere ormai morto, ma non è così se parliamo di uno scrittore vero e appassionato come il cileno Roberto Bolaño.

il manoscritto è stato trovato nel computer dello scrittore dopo la sua morte nel 2003,  e il suo editore (Jorge Herralde) e sua famiglia hanno deciso di pubblicare  alcuni dei libri che Bolaño aveva nel suo archivio personale. Tutti questi libri erano  corretti per lo stesso scrittore, quindi  "le correzione e modifiche sono state ridotte al minimo indispensabile”, secondo la casa editrice.

Questo suo ultimo romanzo possiamo vederlo come il pezzo mancante di 2666, quella sua grande opera  incompiuta e postuma. I dispiaceri del vero poliziotto lo scrittore lo avrebbe scritto negli anni '80 quando ancora non era conosciuto in Spagna e neanche conosciuto come narratore.

In questo romanzo ci troviamo con tanti personaggi di 2666, come il professore Amalfitano, personaggio sul quale Bolaño ci racconta la sua vera storia, un professore di letteratura cileno che arriva insieme sua figlia, nella desertica città di Santa Teresa. E anche ci rivela la vera ragione di perché lascia la Spagna per arrivare al  Messico, una storia oscura e piena d'ombre, nella quale si conosce che il professore in realtà era stato espulso della Università di Barcellona per omosessualità. Anche ci racconta sulla vita di Rosa Amalfitano, sua figlia e la sua storia d'amore con il poliziotto Pedro Negrete. 

Anzitutto ci sorprende con la parte che parla di Archimboldi, che non è lo stesso scrittore di 2666,  bensì J.M.G. Archimboldi, uno scrittore francese. Eppure  possiamo conoscere alcuni dei suoi romanzi, anche ci parla dei suoi amici (tra quali si trovano Raymond Quneau, Georges Perec e Roul Duguay) e il suo stilo letterario.

Alla fine dal libro, troviamo le storie di diversi assassini di Sonora, dove vediamo l'universo di Bolaño, che fusiona i dettetivi, polizie, l'amore, personaggi di diversi storie e sopra tutto, parte della storia del paese che tanto affascinò Bolaño, il Messico.

Un romanzo di metaletteratura , in  cui noi  lettori dobbiamo diventare il vero poliziotto per capire bene tutte le piste false, collegare tutti i racconti e arrivare a capire l'universo "bolañesco".

Un libro che consegue lasciare affascinati i fan delll'autore cileno, molto di più che il suo ultimo romanzo inedito Il terzo Reich (2010), che sebbene non è una storia noiosa, non è assolutamente all'altezza di I dispiacere del vero poliziotto.

Per finire questo articolo, bisogna sottolineare che questo romanzo è dedicato da Bolaño agli scrittori Manuel Puig e Phillip K. Dick, questo anzi ci dimostra che come ci dice la casa editrice, il libro non ha sofferto grandi alterazioni.“il preciso intento di offrire al lettore il romanzo così come è stato ritrovato, con la massima  fedeltà possibile. Correzione e modifiche sono state ridotte al minimo indispensabile”.

 

Titolo originale: Los sinsabores del verdadero policia / I dispiaceri del vero poliziotto
Autore: Roberto Bolaño
Anno di pubblicazione: 2012
Casa editrice: Adelphi

pagine: 304

 

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