Tratto dal film This must be the place / Paolo Sorrentino / anno 2011
Questo non è una semplice conversazione tra due amici musicisti, questa è una lotta tra l'arte del XX secolo e l'arte del XXI secolo. È conosciuto lo sperimento di Byrne di far suonare un palazzo, una istallazione artistica di grande scala che personifica l'arte pomposo (altisonante), allucinante che può occupare tutto un grande palazzo per soltanto far suonare una stronzata. Un arte così egoista ed egocentrico che vuole lasciare a tutti con la bocca aperta. Ma non è che l'arte sia ormai una pittura né una scultura neppure una canzone, l'arte invece è quello che rimane e poi finisce negli occhi oppure nelle orecchie degli osservatori. E cosa vuol dire questo? semplicemente che l'arte deve essere così mozzafiato da farti sentire un grande stupore, e se quello stupore e' più grande e più difficile di capire per un uomo chiunque è più bravo l'artista. Invece il personaggio di Sean Penn sarebbe l'arte abbattuto, che non sa bene a cosa serve in questo mondo attuale, che non sa veramente se ha avuto qualche senso nella vita, e sebbene lo ha avuto, ormai non ha più il senso di esistere. Quell' arte che è anche più riflessivo, più critico di se stesso eppure che chiede disperato qualche cambiamento. Il film non è più che questa scena, l'altro è pienamente effimero, troppo visivo, potrebbe anche non essere stato fatto, non dico che il film non sia bello, in fatti mi è piaciuto molto, ma dico che questa scena con due personaggi, uno di bianco l'altro di nero, uno felice o falsamente felice, l'altro triste e consapevole della sua tristezza è veramente per me, quello che fa senso a questo film. Nel finale del film il personaggio di Sean Penn (ovviamente ispirato in Robert Smith, il cantante di The Cure) aggiunge ad un finale diciamo felice, felice per un uomo che pensava che tutto era perso nella vita ed era incapace quasi di alzarsi dal letto ogni mattino. Per arrivare a questo punto il personaggio deve tornare indietro nel suo passato, tornare al suo paese, alla sua storia e andare anzi più indietro e conoscere un grande problema che aveva suo padre, ormai morto. Dopo di aver realizzato questo viaggio, può cambiare e diventare un uomo veramente nuovo, anche crescere e lasciare dietro il bambino che non voleva diventare uomo. Se lo pensiamo così, è possibile per l'arte del XXI secolo dimenticare a quello del XX, anche lasciare indietro quel stupido pensiero che ci troviamo ancora nella postmodernità, una postmodernità che forse non è mai esistita. Invece abbiamo vissuto per anni senza sapere neanche dove ci troviamo, e come non sappiamo ne conosciamo dove siamo, ci sentiamo col dovere di chiamarci postmoderni. Non credo che nel rinascimento tutti gli artisti pensavano che si trovavano nel rinascimento, neppure nel posmedioevo. Quello è veramente una stronzata del nostro tempo che ha bisogno di dare un nome a tutto, anche quello che non si può nominare. Penso che l'arte di inizio di quest'era veramente sta vivendo un grande cambiamento, forse proprio adesso e' un po triste, isolato, perché sa che gli artisti non esisteranno più, almeno non come gli abbiamo conosciuti da tanto tempo. Adesso non c’è più un Picasso, un Duchamp, ne’ un Warhol, i grandi artisti sono morti tutti, ora è il tempo dell’arte colletivo, quello dove l’autore non è molto importante, l’arte neccesario per cambiare la vita così induviduale del nostro secolo. L'arte deve soffrire questo cambiamento per diventare proprio l'arte del nostro secolo, postmoderno, postcapitalista, postarte, postutto. Adesso dovremmo fare l'arte pre secolo XXII e dimenticare quel secolo delle guerre, di tutti gli "ismi". Per adesso rimane nella mia mente il grido di questo personaggio, che ci dice a tutti che siamo stupidi, a tutti che li amiamo, che amiamo l'arte egoista e tutto quello che lo circonda, un arte vuoto pieno di soldi e con un sacco di stupidi. Non doviamo essere stupidi, il XXI è arrivato e ora è ormai passato, dobbiamo attendere il futuro, il nostro futuro.
Ertti _ 10 / 01 / 2012 |
Scrivi il tuo commento: